Le parole della Gestalt: il qui e ora

qui e ora

La Gestalt «pone l’accento sulla presa di coscienza dell’esperienza attuale (“il qui ed ora”, che ingloba l’eventuale reinsorgere di un vissuto arcaico) e restituisce dignità al “sentito” emozionale e corporeo, ancora troppo spesso censurato nella cultura occidentale che codifica rigidamente l’espressione pubblica della collera, della tristezza e dell’angoscia… e anche della tenerezza, dell’amore o della gioia» (S. Ginger, 1987)1.

«Escludere il passato dal lavoro terapeutico significa togliere il senso delle radici; dall’altra parte, non considerare il futuro porta a perdere il senso della direzionalità e della responsabilità. Si parte pertanto dal presente, inserito nel suo contesto storico, per integrare il passato e fare emergere le spinte progressive dell’evoluzione dell’organismo» (E. Polster, M. Polster, 1973)2.

Nella psicoterapia della Gestalt, prendendo come punto di partenza l’esperienza vissuta nel momento presente, si aiuta a sviluppare la consapevolezza nella persona, migliorando l’orientamento del proprio Sè rispetto all’organismo fisico e all’ambiente. Attenzione al momento presente è attenzione all’esperienza sia raccontata che vissuta all’interno della relazione terapeutica. Focalizzarsi sul qui e ora non impedisce che si evochino ricordi passati o che si parli del futuro, che sono importanti nella misura in cui influenzano il presente. Anche se il paziente ha dei problemi che traggono origine da eventi passati, le sue difficoltà sono legate al suo interagire con il mondo ora. Per questo il terapeuta può chiedere al paziente di parlare dei propri traumi e problemi non nell’area del tempo passato, ma nell’area del presente, risperimentando le situazioni insolute nel presente (M. Menditto). Quindi il terapeuta invita il paziente a diventare consapevole delle proprie sensazioni, emozioni, respiro, voce, pensieri, scoprendo la connessione invisibile tra il momento attuale e la storia della persona che permette di chiudere le gestalt lasciate aperte.

«Contesto attuale e contesto storico si incrociano nella relazione terapeutica, che ricapitola nel presente la storia della persona, così come la storia della persona è il tracciato che conduce al contatto vivo e fragrante nel qui-e-ora» (Maria Menditto, 2009)3.

Come spiegano Erving Polster e Miriam Polster in “Terapia della Gestalt Integrata” (1973), quando un paziente ricorda un evento passato e si irrigidisce mentre racconta di un’esperienza traumatica, è importante che diventi consapevole della sua rigidità, cosa che consentirebbe di amplificare l’esperienza presente: «Quindi, se potesse in seguito permettersi di modificare la sua stagnante rigidità in un sistema di tensione viva, egli potrebbe raccontare la stessa storia, supponiamo, con la rabbia implicita nella sua tensione. La tensione ha una sua propria forza direzionale e — che sia relativa ad un ricordo o meno — si manifesta nel presente erompendo in eloquenza verbale, pianto, grida, senso di fallimento, rimproveri, percosse ed altre azioni espressive»4. Cosa significa questo? Che non trattare l’incidente come un mero evento passato, ma indagare cosa prova il paziente mentre lo racconta e condurlo a questa consapevolezza, permette a ciò che era stato precedentemente soffocato di rinascere attraverso il sistema motorio e sensoriale disponibili nel qui e ora. Mantenendo la focalizzazione sull’esperienza attuale, la persona ha l’occasione di liberarsi dal vivere nel passato morto, assumendo la decisione di cosa fare di ciò che esperisce e la responsabilità di decidere in prima persona ed in maniera pienamente autonoma, mettendo in campo le proprie capacità e risorse, sperimentando nuove possibilità e soluzioni, finchè non troverà la modalità più congeniale di “realizzare il contatto” nel proprio mondo, ottenendo il cambiamento. La Psicoterapia della Gestalt è la psicoterapia delle possibilità, del contatto, della consapevolezza, della responsabilità.

 

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Bibliografia ed approfondimenti:

  • Menditto Maria, La Psicoterapia della Gestalt del nostro tempo, 2009, SIGnature 07.
  • Serge Ginger, La Gestalt. Terapia del con-tatto emotivo, edizioni mediterranee, 2° ed. 2004.
  • Polster E., Polster M., Terapia della Gestalt Integrata. Profili di teoria e pratica, giuffrè editore, 1986.
  • Perls, Hefferline, Goodman, Teoria e pratica della terapia della Gestalt, Astrolabio, 1997

 

Note: 1. Traduzione italiana tratta da S. Ginger, La Gestalt. Terapia del con-tatto emotivo, edizioni mediterranee, 2° ed. 2004, p. 19. 2. Traduzione italiana tratta da E. Polster, M. Polster Psicoterapia della Gestalt integrata, giuffrè editore, 1986. 3. M. Menditto, La Psicoterapia della Gestalt del nostro tempo, 2009, SIGnature 07, p. 3.
4. Traduzione italiana tratta da E. Polster, M. Polster, Psicoterapia della Gestalt integrata, giuffrè editore, 1986, p. 8.

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