Dolore cronico: alcune considerazioni sui fattori che lo sostengono

painIl dolore cronico è una condizione che persiste oltre il tempo necessario alla naturale guarigione dopo un particolare tipo di danno o malattia. È anche possibile che il dolore cronico si manifesti senza aver avuto traumi, malattie o addirittura senza alcuna causa medica nota. Si stima che colpisca più di un quarto della popolazione italiana adulta e rappresenta uno dei principali problemi sanitari in Europa. Il dolore quando è cronico, pertanto, non è più un sintomo, ma diventa una vera e propria malattia che richiede una terapia antalgica specifica. Alcuni tipi di dolore cronico più diffusi sono quelli legati a lombosciatalgia, artrite, cefalea, nevriti periferiche, fibromialgia. Esso ha ripercussioni sulla qualità della vita della persona, condizionandone negativamente la vita sociale, lavorativa, relazionale, potendo compromettere il benessere psichico, in quanto spesso è associato a disturbi del sonno, ansia, depressione, fatica. La sua intensità può variare significativamente da persona a persona ed essere influenzata da fattori fisici, psichici, ambientali, sociali.

Alcuni studi hanno dimostrato che lo stress psicosociale, alcuni fattori emozionali e schemi di pensiero disfunzionali incidono negativamente sulle capacità di fronteggiare il dolore. Ad esempio, in un recente studio pubblicato sulla rivista Pain i ricercatori hanno osservato che esiste un’interazione tra stress e sistema del dolore, scoprendo  che l’esposizione allo stress diminuisce drasticamente la capacità di modularlo. Per misurare gli effetti dello stress sulla percezione del dolore i partecipanti (29 uomini) sono stati sottoposti ad una serie di test per misurarne la soglia di sensibilità e resistenza ad esso, effettuati prima e dopo un trial stressante (un algoritmo computerizzato progettato per indurre stress psichico). I risultati hanno evidenziato che le persone che sperimentano alti livelli di stress psicologico vanno incontro ad una riduzione significativa della capacità di sopportare il dolore, se comparate con persone che sperimentano livelli inferiori. Si è osservato, inoltre, che i cambiamenti sono maggiori in soggetti che presentano una più forte reazione allo stress. In poche parole, più è forte lo stress percepito e meno si ha la possibilità di modulare e controllare il dolore. Dunque, si può ipotizzare che condizioni di vita stressanti, fattori come i disturbi d’ansia — sindromi che comportano una condizione di stress costante e pervasivo per la persona — portino a sperimentare un dolore maggiormente debilitante rispetto agli altri, anche in assenza di evidenti cause fisiche e mediche che possano giustificarlo.

Ogni persona reagisce in modo diverso alle esperienze di sofferenza. Chi risponde alla propria condizione di dolore con pensieri di impotenza, disperazione e di rassegnazione a ciò che considera ineluttabile ha un maggior rischio di sviluppare sintomi depressivi. Anche la depressione può poi avere una valenza negativa sull’intensità del dolore e sulla disabilità provocata da esso, contribuendo a creare un circolo vizioso da cui diventa complicato uscire. Diversi studi hanno dimostrato che le emozioni e i pensieri positivi, invece, sembrano facilitare la modulazione del dolore, favorendo migliori risultati dei trattamenti. La paura e lo stress provati dai soggetti per la continua minaccia del dolore possono diventare difficili da gestire e la persona può divenire succube di queste emozioni, modificando il proprio comportamento, ed esempio rinunciando alle attività abituali, la qual cosa può incidere negativamente sulla percezione di sé, del proprio valore, aumentando la sofferenza psichica. Tutto ciò influisce in maniera negativa sul trattamento del dolore, per cui dolore e sofferenza psichica finiscono con l’alimentarsi a vicenda.

Il supporto psicologico, unito alla terapia antalgica, diventa utile per restituire alla persona una condizione sostenibile dell’esistenza, perché, quando il dolore è troppo forte e quando si sviluppano sentimenti di vulnerabilità di fronte ad una realtà che sembra sfuggire alla propria capacità di controllo, si può generare una condizione di disperazione e sofferenza estreme. Il sostegno psicologico ha la finalità di migliorare le strategie personali di gestione del dolore e dello stress ad esso associato e di intervenire sugli aspetti che possono inficiare il funzionamento delle risorse personali, compromettendo quindi la qualità della vita. Il dolore dipende, oltre che dalla malattia, anche dal nostro modo di viverlo ed affrontarlo.

 

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Immagine di nenetus – su FreeDigitalPhotos.net

 

Per approfondimenti sull’argomento:
Chronic Pain: Symptoms, Diagnosis, & Treatment.
– Psychological stress can make pain worse, new study.

– Finan PH, Garland EL. The role of positive affect in pain and its treatment. Clin J Pain. 2015 Feb;31(2):177-87.
– Smith BW, Zautra AJ. Vulnerability and resilience in women with arthritis: test of a two-factor model.  J Consult Clin Psychol. 2008 Oct;76(5):799-810.
– M.L. Peters, M. Sommers, M. van Kleef, M. A. E Marcus. Predictors of physical and emotional recovery 6 and 12 months after surgery. BJS. 2015 Oct, 97(10): 1518–1527.

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