Serge Ginger: La Gestalt. Terapia del con-tatto emotivo

la gestalt
La Gestalt. Terapia del Con-tatto emotivo
è un libro scritto da Serge Ginger (Parigi 1928 – 2011), uno dei principali esponenti contemporanei della Psicoterapia della Gestalt, che introduce il lettore ai fondamenti teorici e alle principali pratiche metodologiche di questa forma di terapia. Ho scelto di descrivere questo manuale perché la straordinaria capacità di sintesi di Ginger, unita ad uno stile improntato all’eleganza e alla chiarezza, lo rendono una lettura piacevole ed agevole per tutti, offrendo la possibilità di intuire l’essenza dello spirito di questa disciplina. Genesi storica della Gestalt, i legami e le differenze con le altre pratiche psicoterapeutiche, correnti filosofiche ispiratrici, la Teoria del Sè, il ciclo di contatto, la relazione terapeutica, le tecniche di messa in atto, il corpo, il cervello, le emozioni, l’immaginario, il sogno e la creatività, l’importanza del vissuto concreto, la difesa della singolarità di ogni esistenza umana, sono tutti aspetti presentati in questo libro di 301 pagine, che consiglio di leggere a chi voglia iniziare a conoscere l’interessante mondo della Gestalt.

La Psicoterapia della Gestalt (da non confondere con la Psicologia della Gestalt) trova i suoi fondamenti soprattutto nelle intuizioni ed elaborazioni di Fritz Perls (Berlino 1893 – Chicago 1970), psicoanalista ebreo di origine tedesca, definito da Ginger l'”enfant terrible” della psicoanalisi, emigrato negli Stati Uniti a 53 anni. Convenzionalmente si considera il 1951 quale anno di nascita di tale disciplina, essendo quello l’anno in cui venne pubblicato il manuale Teoria e Pratica della Terapia della Gestalt ad opera di Perls, Hefferline e Goodman, in cui vengono descritti i fondamenti dai quali ha preso il via questa pratica terapeutica.

È la Gestalt una disciplina in continua evoluzione, che cerca di adattarsi alle esigenze dei tempi, che considera importante la teoria, ma rifugge dagli irrigidimenti dogmatici, per assecondare l’evoluzione fondamentale delle idee e la rivoluzione dei modi di pensare e di comunicare che ha fatto seguito agli anni della sua nascita. Nell’alveo teorico  della Gestalt confluiscono i contributi di diverse correnti terapeutiche e filosofiche. in particolare di quelle appartenenti al pensiero europeo, soprattutto tedesco, ed è per questo che Ginger considera la Psicoterapia della Gestalt un metodo europeo e non americano, come invece sostengono alcuni per via del fatto che all’inizio trovò ampia diffusione nel nuovo continente, affermandosi rapidamente come “terza via” accanto alla psicoanalisi e alle pratiche di tipo cognitivo-comportamentale. La Psicoterapia della Gestalt nasce dall’elaborazione originale di diversi apporti teorici e metodologici provenienti principalmente dalla psicoanalisi, dallo psicodramma di Moreno, dalla fenomenologia e dall’esistenzialismo, dalla Psicologia della Gestalt, inoltre adotta anche alcune concezioni delle filosofie orientali.

Ginger presenta la Gestalt come qualcosa che va al di là di una semplice psicoterapia, descrivendola «come un’autentica filosofia esistenziale, una “arte di vivere”, una maniera particolare di concepire i rapporti dell’essere vivente al mondo». Essa da importanza alla presa di coscienza dell’esperienza presente (il “qui ed ora”, che comprende l’eventuale risorgere di un vissuto arcaico), invitando allo sviluppo della consapevolezza del sentito emozionale e corporeo, spesso censurato nella nostra cultura, che disciplina in maniera forse troppo rigida l’espressione pubblica della collera, della gioia, dell’amore, della tristezza, della tenerezza e così via. La Gestalt sviluppa una visione sistemica ed unificatrice dell’essere umano, fatto di diverse dimensioni quali quella sensoriale, affettiva, intellettuale, sociale e spirituale tra loro integrate e non separate. Invitando allo sviluppo della consapevolezza del modo in cui funzioniamo, ampliando al massimo il nostro campo di vissuti, favorisce un contatto autentico con gli altri e con se stessi. Aiuta a prendere coscienza dei processi e delle resistenze che ci spingono ad agire in maniera rigida, ad adottare comportamenti disadattivi, che ostacolano l’appagamento dei nostri bisogni e il raggiungimento dei nostri obiettivi, invitando a sperimentare nuovi percorsi e nuove soluzioni più funzionali. Mobilitazione emozionale ed elaborazione cognitiva, catarsi emotiva e riformulazione verbale, dunque, procedono di pari passo per arrivare ad un cambiamento duraturo.

Concludo questo articolo, che sicuramente non riesce a dare giusto merito all’opera di Ginger, con un passo tratto dall’opera:
«La Gestalt incoraggia in qualche modo a navigare secondo la propria corrente personale piuttosto che sfinirsi a contrastarla; individuare le correnti interne e profonde della propria personalità, sfruttare i variabili venti del proprio ambiente, conservando sempre la vigile responsabilità del governo delle vele e del timone, per realizzare ciò che siamo e tracciare il nostro effimero solco sulla superficie dell’oceano, secondo la rotta che noi stessi abbiamo scelto».

Buona lettura.

 

Il testo di questo articolo è distribuito con Licenza CC:
Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)

 
Leggi anche:
Cosa significa Gestalt?
La Gestalt nell'epoca della complessità

 

Il libro cui fa riferimento l'articolo è:
Serge Ginger, La Gestalt. Terapia del con-tatto emotivo, edizioni mediterranee, II ed. 2004.

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