Fattori facilitanti la Dipendenza da Internet: alcune considerazioni

computer-dipendenzaDopo aver discusso dei principali aspetti fenomenologici della dipendenza da internet (leggi “Nuove dipendenze: la Dipendenza da Internet” e “Le diverse manifestazioni della dipendenza da Internet“), in questo articolo introdurrò il complesso argomento dei fattori che possono rinforzare tale comportamento patologico.

La psicologa Kimberly Young, docente alla University of Pittsburgh e responsabile del Center of on-line addiction è stata tra i principali pionieri che hanno deciso di dedicarsi allo studio di questo disturbo ed ha elaborato un modello per descrivere i fattori facilitanti l’insorgere e l’instaurarsi di questo tipo di dipendenza, denominato ACE: Accessibility, Control, Excitement (Young, 1999).
Con il termine Accessibility ci si riferisce all’accessibilità degli stimoli “dipendentogeni”, ossia nei confronti dei quali è potenzialmente possibile sviluppare dipendenza: prima della nascita del World Wild Web l’accesso a determinati stimoli comportava tempi più lunghi ed un impiego di risorse maggiori (come il doversi recare in luoghi specifici e il doversi confrontare con altre persone), mentre ora tutto può essere ottenuto istantaneamente con un click, in qualsiasi luogo ci si trovi. La facilità di accesso inficia il confronto diretto con la realtà e con i limiti che essa impone, rendendo più “comoda” la dipendenza, agevolando il persistere nel proprio comportamento.
Con Control si intende descrivere il controllo che la persona può esercitare attraverso Internet, non disgiunto da una irreale percezione di onnipotenza, che supera di gran lunga quello che può avere nella vita reale: ad esempio, capacità di controllo della propria identità negli scambi relazionali in Rete e delle proprie reazioni emozionali — attraverso la scelta degli aspetti di sé da mostrare e di quelli da nascondere, attraverso l’anonimato —, controllo in tempo reale delle proprie attività on line, come verifica costante delle quote delle scommesse sportive, delle quotazioni nel trading on line, e così via.
L’anonimato è connesso anche all’eccitazione (Exciting) sperimentabile in Rete. Permette di fare on line quello che a volte non è possibile o è difficile fare nella vita reale, facendo abbassare le difese inibitorie e facilitando l’espressione pulsionale. Internet diventa una sorta di valvola di sfogo attraverso cui canalizzare le proprie pulsioni e rappresenta un serbatoio enorme di emozioni cui attingere in momenti di noia e monotonia.

Quello appena descritto è uno dei vari modelli che forse meglio riassume il complesso quadro dei fattori e situazioni rinforzanti i comportamenti dipendenti, attraverso l’individuazione di tre macrocategorie di condizioni che possono essere rischiose per persone con determinate vulnerabilità o cosiddette “predisposte”, ma ulteriori e più approfondite considerazioni vanno fatte nell’esaminare la natura complessa e polimorfa di Internet e nel descrivere le complesse dinamiche che sottendono i vari sottotipi della dipendenza dal mondo on line.

Il mondo virtuale affascina, il suo avvento ha portato al ridimensionamento totale dei limiti imposti dal tempo e dallo spazio, offre la possibilità di sperimentare, in maniera reale o illusoria, il controllo sulla propria vita e nell’interazione con gli altri, offre un potenziale produttivo e conoscitivo senza limiti; permette di entrare più semplicemente e rapidamente in contatto con le persone, regalandoci strumenti per ottenere l’immediata soddisfazione del bisogno di apparire ed essere visti, di riconoscimento, di approvazione, di appartenenza. La realtà richiede di metterci in gioco attraverso l’impiego di maggiori risorse e sforzi: non consente di selezionare i contatti a nostro piacimento o gli aspetti di sé da condividere, ci obbliga a guardare il nostro interlocutore negli occhi, a far fronte ai timori, al rossore e all’imbarazzo che possono nascere nell’incontro. La realtà comporta costi più elevati, ci chiede di cimentarci in una relazione con il mondo fatta di corpo, mente, spirito, totalità.

 

Il testo di questo articolo è distribuito con Licenza CC:
Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)

 
Leggi anche Spunti di riflessione sulla Dipendenza da Internet.


 

Per approfondimenti:
http://www.psychiatryonline.it/node/2031.
Alfio Lucchini, Paola Emilia Cicerone, Oltre l’eccesso. Quando internet, shopping, sesso, sport, lavoro, gioco diventano dipendenza, FrancoAngeli, 2011.
– Young, K.S. (2008). Internet sex addiction: risck factors, stages, and treatment. American Behavioral Scientist52 (1), 21-37
– S. J. Kuss,  A. J. van Rooij,  G.W. Shorter, Griffiths M. D.,  van de Mheen D. (2013). Internet addiction in adolescents: Prevalence and risk factors. Computers in Human Behavior,  29,  1987-1996.

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