Effetto Zeigarnik, tra taoismo e Gestalt

Cos’è l’effetto Zeigarnik? È la pressione mentale mobilizzatrice provocata dal sentimento prodotto da un incarico non portato a termine. Detto in parole semplici, quando iniziamo lo svolgimento di un compito, la sua interruzione porterà ad una “tensione” che ci spingerà a volerlo terminare quanto prima, inoltre, tale tensione psichica fungerebbe da fattore motivante all’apprendimento.

Si narra che Bluma Zeigarnik, psicologa gestaltista di origine sovietica, in un ristorante di Vienna negli anni ’20 fu colpita dalla capacità del cameriere di ricordare ogni ordine dei clienti. Notò, inoltre, che, una volta servite le portate ai commensali, egli non avesse più alcuna memoria di quanto aveva loro appena servito. Di qui l’idea di studiare gli effetti sull’apprendimento dei compiti interrotti durante il loro svolgimento e dei bisogni non soddisfatti. I risultati delle sue ricerche dimostrarono che l’interruzione del compito ha un effetto positivo sull’apprendimento, provocando una motivazione a proseguire nelle azioni finalizzate a portarlo a termine. La teoria che è alla base di quest’effetto sostiene che le situazioni lasciate “aperte” provochino pressione fisica e una fastidiosa permanenza in memoria dei compiti, incombenze, lavori non conclusi, per cui il tasso di memorizzazione sarebbe di gran lunga superiore a quello dei compiti conclusi.

TO BE CONTINUED

Il fastidio (o suspense) provocato dalle situazioni interrotte è utilizzato dagli sceneggiatori che interrompono gli episodi delle serie tv proprio sul più bello, per cui lo spettatore sarà spinto ad attendere l’episodio successivo per soddisfare il proprio bisogno di sapere come va a finire la storia. È sfruttato anche in pubblicità, utilizzando, ad esempio, annunci sotto forma di domanda: «Vuoi scoprire come risparmiare sulla tua polizza auto? Scoprilo chiamando questo numero». Ma è utilizzato anche nella pedagogia moderna, che suggerisce di mantenere sempre vivo una certo livello di curiosità negli alunni. Quindi verrebbe da dire che il modo migliore per superare la tendenza a procrastinare consiste semplicemente nell’iniziare (ma a volte questa tendenza può essere legata a processi strutturati che vanno elaborati attraverso un lavoro adeguato, come accennato qui).

Il taoismo Considera utile il mantenimento della tensione e dell’irrisolto: infatti, questa corrente di pensiero, tra le altre cose, valorizza l’incompiuto, considerando che tutto ciò che è imperfetto mobiliti il cambiamento, mantenendo il massimo di plasticità e potenzialità evolutiva.

Cosa diversa è lasciare i bisogni importanti insoddisfatti: può essere stressante e dannoso. La Psicoterapia della Gestalt (da non confondere con la Psicologia della Gestalt) lo sconsiglia. Infatti la persistenza delle pressioni psicologiche legate ai bisogni inappagati crea, a lungo andare, una tensione cronica, in cui Perls giunge a vedere una delle origini delle nevrosi (Ginger, 1987). Ma lasciare viva un po’ di curiosità, guardare una serie tv, di per sé, non può far male… be’, dipende dalla serie.

 

Il testo di questo articolo è distribuito con Licenza CC:
Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)

 

Per approfondimenti:
http://www.definitions-de-psychologie.com/fr/definition/zeigarnik-effet.html
http://www.psychwiki.com/wiki/Zeigarnik_Effect
Zeigarnik, B. (1967). On finished and unfinished tasks. In W. D. Ellis (Ed.), A sourcebook of Gestalt psychology, New York : Humanities press.

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