Creatività e disturbi psichici condividono le stesse radici genetiche?

Il Dalì Atomico
“Il Dalí Atomico”. Foto di Salvador Dalí (Philippe Halsman, 1948).

La creatività è legata a capacità cognitive che dipendono da diversi geni,  gli stessi di alcuni disturbi psichiatrici. È quanto si osserva nello studio intitolato “Polygenic risk scores for schizophrenia and bipolar disorder predict creativity“, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience: nella ricerca condotta da Kari Stefansson, dell’Università di Amsterdam, e mandata avanti grazie ad una collaborazione internazionale, i ricercatori hanno visto che i punteggi più alti di rischio genetico per la schizofrenia e i disturbi bipolari sono in grado di predire la creatività, in quanto associati in maniera statisticamente significativa ad artisti e a persone che svolgono professioni creative.

I ricercatori, esaminando le varianti genetiche comunemente associate ad un maggior rischio di sviluppare disturbo bipolare e schizofrenia, hanno osservato che esse erano in grado di predire le patologie ad esse collegate in un certo numero di persone appartenenti ad un campione di 86.292 soggetti islandesi esaminati (individuando 583 persone con schizofrenia e 500 con disturbo bipolare). Le stesse varianti hanno permesso di prevedere quali soggetti sani appartenessero ad associazioni artistiche di musicisti, attori, danzatori, artisti visivi e scrittori nello stesso campione di riferimento (n = 1.024). L’associazione tra creatività e fattori di rischio genetico per le psicosi è stata riscontrata anche attraverso 4 studi longitudinali sulla popolazione svedese (8.893 soggetti esaminati) ed olandese (18.492 soggetti esaminati), in cui la creatività è stata definita in base all’appartenenza a professioni artistiche e ad una misurazione quantitativa (attraverso il Creative Achievement Questionnaire – CAQ).

Già diversi studi epidemiologici hanno dimostrato la sovrapposizione tra disturbi psichici e creatività. Ad esempio, in uno studio di Kyaga et al. (“Creativity and mental disorder: family study of 300,000 people with severe mental disorder“, 2011), condotto su soggetti della popolazione svedese, si è osservato come persone con disturbo bipolare e parenti sani di individui con disturbo bipolare e schizofrenia trovino una rappresentanza superiore alla norma tra le professioni creative. Questi studi supporterebbero la tesi che sostiene una comunanza di caratteristiche psicologiche tra disturbi psichici e genio artistico. I risultati di Kari Stefansson e collaboratori, invece, utilizzando strumenti genetici, sembrerebbero dimostrare la tesi secondo cui creatività e alcuni disturbi psichiatrici avrebbero le stesse radici genetiche, dipendendo da un insieme condiviso di geni.

Quindi gli stessi geni porterebbero all’espressione di fenomeni psicopatologici in alcune persone, a modalità di pensiero e di espressione creative ed artistiche in altri, in virtù probabilmente di diversi fattori ambientali, familiari, sociali. Per i ricercatori la considerazione che si potrebbe fare alla luce di questi risultati è che la condivisione degli stessi geni può essere spiegata dal fatto che disturbi psichiatrici e creatività dipendano entrambi da modalità di funzionamento cognitivo diverse rispetto a quelle prevalenti, consistendo il comportamento creativo in modalità di esperienza originali e il disturbo bipolare e la schizofrenia in alterazioni dei processi di pensiero ed affettivi.

Gli studi che parlano di similitudine di pensiero, di comportamenti, di espressione e di comune origine genetica tra genio creativo e psicopatologia, non farebbero altro che confermare che talune manifestazioni collegate alle malattie mentali possono avere dei lati positivi e produttivi, creativi appunto, e dei lati semplicemente “originali”. Non è un elogio della follia, ma un sottolineare l’importanza della difesa dell’originalità irriducibile dell’esperienza individuale, che presenta aspetti che vanno sostenuti, incoraggiati e a volte orientati verso l’accrescimento personale e una direzione più produttiva, e non eliminati inseguendo la realizzazione dell’equazione ingannevole secondo cui la salute è uguale alla soppressione di tutti i pensieri e comportamenti considerati come “folli”.

 

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 Immagine da Wikimedia Commons

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3 pensieri su “Creatività e disturbi psichici condividono le stesse radici genetiche?

  1. Rieccomi! Proprio Dalì è stato protagonista della pubblicità a mio giudizio migliore di sempre, questa:

    Ottimo testimonial, ottima colonna sonora, incisività, creatività (per rimanere in tema con l’articolo)… semplicemente perfetta. E’ d’accordo?

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  2. Non so se sia la pubblicità migliore di sempre, il mio parere si può basare solo su quello che ho provato vedendola: l’ho trovata divertente, ma anche un po’… inquietante 🙂 . Sicuramente lo spot è incisivo e diretto, del resto con un testimonial di tale portata il successo è garantito.

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