La psicoanalisi e lo sviluppo della personalità II

Sigmund Freud, 1905
Sigmund Freud, 1905

Nell’articolo precedente (clicca qui) abbiamo introdotto la descrizione degli stadi psicosessuali descritti da Freud: stadio orale, anale, fallico, periodo di latenza e stadio genitale. Ora cercheremo di descriverne qui — in maniera sintetica, vista la vastità e complessità dell’argomento — le caratteristiche principali.

Nello stadio orale le pulsioni originano dalla regione della bocca e la gratificazione avviene mediante la stimolazione della zona orale, ad esempio attraverso l’allattamento al seno e la suzione del pollice. Il neonato attraverso il nutrirsi, succhiare, mordere, ingoiare sperimenta sensazioni fisiche che gli permettono di conoscere se stesso e il mondo attraverso le prime interazioni con la madre, come quelle determinate dall’allattamento. È questa la fase in cui si sviluppa l’attaccamento alla madre, primo oggetto d’amore, e la qualità dell’attaccamento verso di essa fungerà da prototipo per tutte le relazioni  amorose successive, in entrambi i sessi. L’importanza della madre per Freud come primo e più forte oggetto d’amore è fondamentale e definita «particolarissima, inconfrontabile e inalterabile» (S. Freud, 1938). Nello stadio anale la gratificazione avviene mediante la riduzione della tensione provocata dal bisogno fisiologico del defecare, ossia mediante l’espulsione delle feci. In questa fase il bambino inizia a scontrarsi con l’autorità degli adulti, che gli impongono un addestramento alla pulizia e all’autocontrollo. Se la gratificazione è ottenuta nella giusta misura e se gli obiettivi di autocontrollo sono raggiunti adeguatamente, il bambino svilupperà un Io più maturo, pronto per la fase successiva. Durante la fase fallica il piacere è incentrato sull’area genitale, la sollecitazione degli organi genitali produce tensioni che, se alleviate, producono piacere. È questa la fase in cui sorge il Complesso di Edipo, ossia il conflitto originato dalla spinta sessuale verso il genitore di sesso opposto e da sentimenti di ambivalenza verso il genitore dello stesso sesso, visto come rivale. In particolare, nei confronti di quest’ultimo il bambino prova sentimenti di ostilità, ma anche paura di vendetta (angoscia di castrazione da parte del padre).  Tale conflitto, secondo Freud, è più intenso per i maschi che per le femmine, pertanto si sofferma prevalentemente nella descrizione delle sue caratteristiche nei bambini maschi. Per risolvere tale conflitto e i sentimenti spiacevoli di angoscia, il bambino rimuove i desideri per la madre e l’ostilità verso il padre, identificandosi con quest’ultimo e introiettandone i valori e i principi morali. Nello stadio genitale, le pulsioni che prima erano parziali (orale, anale, fallica, etc.), che cercavano appagamento in una zona specifica e che consentivano solo relazioni con oggetti parziali (seno, feci, etc.), vanno integrandosi e organizzandosi sotto il primato della genitalità, e si ha il sorgere degli interessi sessuali rivolti verso l’oggetto totale, percependolo come distinto da sé.

Il bambino, quindi, durante la crescita, scopre che la vita comporta piaceri e frustrazioni, e che l’appagamento delle pulsioni deve rispettare le regole e le richieste culturali della società, espresse attraverso le richieste dei genitori. Per ottenere gratificazione e fronteggiare la frustrazione il bambino sviluppa modalità proprie che saranno alla base della personalità futura.

Il passaggio da stadio a stadio è biologicamente determinato, dipendente dalla maturazione fisica, e avviene a prescindere  dal fatto che quanto doveva succedere nello stadio precedente sia stato completato o meno. Però, come accennato sopra, possono intervenire condizioni e fattori che possono portare alla fissazione della libido e all’arresto dello sviluppo di una componente della personalità in uno degli stati pregenitali: mancato soddisfacimento dei bisogni pulsionali in una determinata fase (ad esempio, a causa di cure materne poco sensibili ai bisogni del bambino) o troppo soddisfacimento (ad esempio, succhiare il seno può essere molto gratificante da inibire il passaggio completo della libido alla fase successiva), eventi traumatici, angosciosi (come le pressioni brusche o troppo precoci ad utilizzare il vasino, a tenersi pulito e a controllare gli sfinteri, che possono causare il mancato fluire completo della libido allo stadio anale, pertanto il bambino rimarrà parzialmente legato allo stadio orale considerato più confortante e sicuro). Ciò influisce sullo sviluppo della personalità: per fare un esempio, una fissazione allo stadio orale può portare allo sviluppo di una personalità oraleche mostrerà caratteristiche particolari quali avidità di prendere dall’esterno e di trattenere, con tendenze narcisistiche e ad essere concentrata su se stessa. In tali persone si può riscontrare dipendenza dal fumo, alcol, cibo, etc. Una fissazione allo stadio anale può portare allo sviluppo di una personalità anale: un’educazione molto restrittiva può originare una fissazione ritentiva che può portare ad una personalità che si distinguerà per caratteristiche quali avarizia, diffidenza nei confronti dell’altro, meticolosità, ostinatezza, tendenza all’ossessività; mentre un’eccessiva gratificazione può causare una fissazione espulsiva che predispone allo sviluppo di comportamenti adulti caratterizzati da inordinatezza, lassismo, sadismo, manipolazione. Una personalità fallica appare caratterizzata da orgoglio, risolutezza, arroganza. Queste descrizioni fanno riferimento, quindi, a individui che conservano in età adulta modalità intrapsichiche infantili per la risoluzione degli stati di frustrazione e tensione libidica. La fissazione è legata alla regressione, ovvero  un attaccamento particolare ad una fase evolutiva infantile può predisporre ad un ritorno ad essa della libido, qualora questa incontri in periodi successivi, nella fase adulta, ostacoli che ne impediscono la soddisfazione, in quanto i desideri libidici sono “attirati” dai ricordi di una gratificazione precedente, ossia mirano a stabilire con essi una identità di percezione. Quando in un periodo successivo si ha una regressione pulsionale, la carica energetica regredisce al punto di fissazione, tornando ad alimentare desideri e angosce infantili rimossi, che entreranno in conflitto con l’Io e che pertanto andranno incontro ad una nuova rimozione. Ma il loro mancato appagamento porterà all’instaurarsi della nevrosi.

Dunque, le esperienze di soddisfazione derivanti dall’appagamento libidico hanno enorme importanza nello sviluppo psichico e proteggono dai vissuti spiacevoli che derivano dalla frustrazione, ma, come abbiamo visto, anch’essa è importante per la strutturazione della personalità sana.
 

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Immagine originale da Wikimedia Commons

 
Leggi anche “Approccio dinamico e strutturale della teoria psicoanalitica di Freud” e “Obiettivi della terapia psicoanalitica“.
 

Per approfondimenti:
– S. Freud, La teoria Psicoanalitica. Raccolta di scritti 1911-1938, Bollati Boringhieri, ed. 1979.
– S. Freud, Introduzione alla psicoanalisi. Prima e seconda serie di lezioni, Bollati Boringhieri, ed. 1985.
– S. Vegetti Finzi, Storia della psicoanalisi. Autori opere teorie 1895-1990, Oscar Saggi Mondadori, 1990
– Patricia H. Miller, Teorie dello sviluppo psicologico (cap. II), Il Mulino, ed. 2011.

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