Le fobie

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Il termine fobia deriva dalla parola greca fobos, che significa paura, spavento, terrore. La fobia è uno stato di paura elevata, persistente nei confronti di una situazione od un oggetto. Tale timore è sproporzionato rispetto alla pericolosità oggettiva o ipotizzabile della situazione o oggetto temuti. Le fobie, dunque, si presentano come un disturbo caratterizzato da paure travolgenti ed irrazionali. Anche in questi casi, come abbiamo già descritto per il disturbo di panico (vedi qui), si possono originare un’ansia anticipatoria e condotte di evitamento, che possono rendere le persone incapaci di svolgere diverse attività appartenenti alla quotidianità. L’ansia, in alcuni casi, può raggiungere la portata dell’attacco di panico. Le fobie sono alla base di disagi significativi che compromettono la qualità della vita, interferendo con le attività lavorative, scolastiche o sociali. La fobia, quindi, si distingue dalla normale paura che è la risposta emozionale che si prova di fronte ad un pericolo reale e che porta all’attivazione di una serie di processi cognitivi e fisiologici che ci rendono pronti alla fuga o all’attacco.

Descriveremo ora le caratteristiche essenziali della Fobia Specifica, del Disturbo d’Ansia Sociale (Fobia sociale) e dell’Agorafobia, inclusi nei Disturbi d’Ansia, secondo la categorizzazione del  DSM – 5. I disturbi d’ansia sono molto diffusi e tra questi le fobie sono i più comuni. Alcuni dati indicano che i disturbi d’ansia hanno una percentuale di prevalenza nel corso della vita pari all’11.1% della popolazione italiana, con, ad esempio,  le fobie specifiche che mostrano una percentuale del  5,7% (dati dell’European Study on the Epidemiology of Mental DisordersESEMeD, raccolti su un campione di 4712 soggetti italiani di età adulta con interviste condotte tra il gennaio 2001 e il luglio 2002).

Fobia specifica. Caratteristica precipua di questo disturbo è l’intensa paura od ansia di situazioni o oggetti specifici, cioè chiaramente distinguibili, circoscritti, ossia tali situazioni od oggetti attivano quasi sempre risposte di paura immediata o ansia. La persona spesso, ma non sempre, riconosce che i propri timori sono irrazionali o eccessivi. Esiste un numero praticamente illimitato di fobie, visto che qualsiasi situazione od oggetto possono essere implicati in tale disturbo. Si possono avere fobie per animali, situazioni naturali (altezza, acqua, eventi atmosferici, etc.), sangue, infezioni, ascensori, ponti, treno, aereo, luoghi chiusi e per infinite altre circostanze od oggetti. Il DSM – 5 suggerisce che le manifestazioni fobiche devono avere una durata minima di almeno sei mesi per porre una diagnosi di Fobia Specifica.

Disturbo d’ansia sociale (Fobia sociale). Il DSM – 5 descrive tale disturbo come una paura marcata o ansia che si attivano in una o più situazioni sociali in cui l’individuo può essere esposto al giudizio degli altri. Le persone con questo disturbo temono di rimanere imbarazzati e mostrare ansia quando si trovano in situazioni in cui devono stare a contatto con persone non familiari o quando devono eseguire un compito alla presenza di altri individui (parlare in pubblico, sostenere un esame, lavorare mentre si è valutati od osservati, e così via), e che a seguito delle proprie reazioni ansiose (palpitazioni, tremori, sudorazione, rossore del viso, confusione, etc.)  possano essere giudicate negativamente, come stupide, deboli, “pazze”. La paura o ansia è sproporzionata alla minaccia reale rappresentata dalla situazione sociale. Il disturbo deve perdurare da almeno sei mesi affinché si possa formulare diagnosi di Disturbo d’Ansia Sociale (Fobia Sociale).

Agorafobia. L’agorafobia spesso viene descritta nel linguaggio comune come un timore eccessivo degli spazi aperti; forse ad ingannare è l’etimologia del termine, che deriva dalle parole greche  agorà (piazza) e fobos (paura): “paura della piazza”, appunto. Essa, piuttosto, consiste nell’ansia elevata di potersi trovare in luoghi o circostanze dalle quali non sarebbe agevole o dalle quali sarebbe imbarazzante allontanarsi, o nelle quali non sarebbe disponibile aiuto nel caso si venga colti da sintomi tipo panico o da altri disagi. Le situazioni temute possono essere, secondo il DSM – 5, due o più delle seguenti: viaggiare sui mezzi pubblici, trovarsi in spazi aperti, trovarsi in luoghi chiusi, stare tra la folla, stare fuori casa.
 

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Immagine  di Kathaer — su morgueFile.com

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