Archivio mensile:ottobre 2014

Il disturbo di panico

anxietypanicIl panico è uno stato d’ansia molto elevata. L’ansia che caratterizza un attacco di panico si differenzia dall’ansia generalizzata (vedi qui) proprio in quanto intensa, estrema, parossistica. Ma cos’è precisamente un attacco di panico? Nel DSM – 5 viene descritto come un periodo preciso di apprensione, paura o terrore intensi, durante il quale si sperimenta una sensazione di catastrofe imminente o una percezione di perdere il controllo o morire o “impazzire”. Durante un attacco di panico la persona avverte, inoltre, sintomi somatici tra i quali possono esserci palpitazioni, sudorazione, tremori o scosse, sensazione di soffocamento, Continua a leggere Il disturbo di panico

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Il disturbo d’ansia generalizzato

DAGNell’articolo “Cos’è l’ansia?” abbiamo cercato di dare una descrizione generale dell’ansia ed abbiamo anticipato che esistono situazioni in cui diventa difficile da gestire, eccessiva, ovvero intensità, frequenza e durata dell’ansia non sono proporzionate alla reale entità minacciosa della situazione temuta o alla reale possibilità che essa si verifichi. Questo è quanto avviene, ad esempio, nel disturbo d’ansia generalizzato (DAG), in cui la persona può sperimentare una situazione molto penosa e disagevole di Continua a leggere Il disturbo d’ansia generalizzato

Cos’è l’ansia?

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Tutti noi utilizziamo frequentemente il termine “ansia”, a volte anche per indicare quelle condizioni della persona che non corrispondono propriamente ad uno stato d’ansia. Ma cos’è, da dove nasce e come si manifesta l’ansia?

Potremmo definire l’ansia come un insieme di esperienze emotive, cognitive e corporee che si originano di fronte alla percezione di un possibile pericolo, una minaccia, una difficoltà per la persona. È differente dalla paura, che è l’emozione che sperimentiamo di fronte ad un pericolo reale, ad uno stimolo ben preciso ed identificabile, che proviene dal mondo esterno (ad esempio, quando veniamo aggrediti da un grosso cane). Quindi, di per sé l’ansia non è patologica, ma è funzionale all’adattamento all’ambiente fisico e sociale, in quanto ci permette di anticipare una situazione spiacevole e le possibili conseguenze negative, attivando una serie di strategie mentali e comportamentali utili al superamento del problema che potrebbe presentarcisi. Continua a leggere Cos’è l’ansia?

Lo Psicoterapeuta e la psicoterapia

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Nell’articolo “Come si diventa Psicologo?” (clicca qui) abbiamo visto qual è la formazione che segue chi sceglie di fare questa professione. Parliamo ora della figura dello Psicoterapeuta e della psicoterapia, cercando di definire le caratteristiche di questo tipo di intervento rivolto al trattamento e alla cura del disagio della persona. Lo Psicoterapeuta è uno Psicologo o un Medico, che dopo essersi iscritto all’Albo professionale del proprio Ordine, ha frequentato una scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia. Solo dopo questo iter ci si può iscrivere all’Elenco degli Psicoterapeuti del proprio Ordine.

Il termine “psicoterapia” ci fa pensare ad una terapia che intervenga sul disagio psichico e che utilizzi metodi psicologici (ascolto, parola, relazione interpersonale fra paziente e terapeuta) per ripristinare lo stato di benessere. Ma può essere meno intuitivo cogliere le differenze tra questa pratica e i tipi di servizi offerti da uno Psicologo. L’intervento psicoterapeutico è rivolto al trattamento e alla risoluzione di quel tipo di disagi che necessitano di un lavoro che agisca in maggiore profondità per ottenere un miglioramento significativo della qualità della vita quotidiana. Questo significa che esistono tipologie di disagi che per le loro caratteristiche possono avere una rilevanza patologica importante e che richiedono un approccio di cura specifico che possa consentire un cambiamento significativo in direzione del recupero dell’equilibrio psicofisico.

Ad esempio, quando la sofferenza è divenuta cronica e invalidante, o quando siamo di fronte ad un’evoluzione patologica della struttura di personalità, può essere necessario favorire una profonda rielaborazione del sistema individuale di percezione e rappresentazione mentale di ciascuno, lavorare per aiutare la persona ad individuare e riorganizzare le correnti interne e profonde della propria personalità, guidandola verso l’integrazione, nella ricerca del giusto equilibrio e del confine tra sé e il resto del mondo e nel tentativo di giungere ad abbandonare cristallizzati processi di pensiero e di comportamento disfunzionali che sono alla base di un adattamento disagevole al contesto di appartenenza. In questi casi lo Psicoterapeuta può avere maggiori e migliori strumenti  di uno Psicologo per aiutarci, il quale, come abbiamo visto (clicca qui), si occupa prevalentemente di diagnosi, prevenzione, abilitazione-riabilitazione, supporto e sostegno in ambito clinico e in altri ambiti di vita delle persone.  Solo per fare qualche esempio, le persone possono rivolgersi allo Psicoterapeuta per il trattamento di notevoli disturbi d’ansia, dell’umore, per disturbi da sintomi somatici, alimentari, di personalità o che comportano una grave alterazione della percezione, del pensiero e dell’affettività, e così via.

Esistono diversi tipi di psicoterapia, diremmo un’ampia e varia famiglia di metodi di intervento, ciascuno facente riferimento ad un modello teorico diverso. Ogni teoria ha un proprio modo di definire l’eziopatogenesi (la formazione della psicopatologia) e gli strumenti e le tecniche per ottenere il cambiamento terapeutico. Tra i modelli teorici e metodologici principali abbiamo quelli che fanno riferimento all’approccio fenomenologico-umanistico (come la psicoterapia della Gestalt,  la terapia centrata sul cliente di Carl Rogers, etc.), a quello psicoanalitico e psicodinamico, a quello cognitivo-comportamentale, all’approccio sistemico-relazionale.
 

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